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Brisighella, la strada coperta dove passavano gli asini: cosa vedere tra gesso, Rocca e vicoli

📅 17 Settembre 2026✍️ di Redazione⏱️ 3 min di lettura

A Brisighella la visita può iniziare da una strada che non somiglia a una strada. La Via degli Asini è un camminamento coperto e rialzato, incassato nelle case che affacciano su Piazza Marconi. Le aperture ad arco fanno entrare la luce mentre il passaggio segue la linea del borgo: è il dettaglio più efficace per capire come architettura e lavoro quotidiano si siano sovrapposti nello stesso spazio.

Perché si chiama Via degli Asini

Il portale ufficiale Emilia-Romagna Turismo ricorda che lungo questo percorso transitavano i carrettieri impegnati nel trasporto del gesso estratto nelle cave della zona. Gli asini trovavano riparo nel camminamento. Non è quindi un nome inventato per i visitatori, ma una traccia concreta dell’economia che ha modellato il paese.

Osserva le finestre ad arco, il pavimento e il rapporto fra il passaggio e le abitazioni: la strada è interessante proprio perché non è un monumento isolato, ma una parte del tessuto urbano.

Il gesso non è soltanto sullo sfondo

Brisighella sorge ai margini della Vena del Gesso Romagnola e i principali monumenti dialogano con gli speroni gessosi. Dal centro partono scale e salite che rendono evidente il legame tra il materiale del territorio e la forma del borgo.

La stessa fonte turistica regionale indica come punti principali la Rocca Manfrediana, la Torre dell’Orologio e il Santuario del Monticino, disposti sui tre rilievi che dominano la Valle del Lamone. Guardarli da Piazza Marconi prima di salire aiuta a leggere la visita come un percorso verticale.

Dalla Via degli Asini alla Rocca

Dopo il passaggio coperto puoi proseguire verso i colli. La Rocca Manfrediana offre un punto di vista diverso sul centro storico e sulla valle; la Torre dell’Orologio occupa un altro sperone e diventa un riferimento visivo già dalle strade basse. Il Santuario del Monticino completa la sequenza.

Non è necessario trasformare la passeggiata in una corsa per spuntare tre monumenti. Il valore del percorso sta anche negli intervalli: scale nel gesso, scorci sui tetti, ulivi e aperture sul paesaggio.

Vicoli e case colorate: cosa guardare tornando in basso

Brisighella viene descritta da Emilia-Romagna Turismo attraverso vicoli acciottolati, case colorate e piccole piazze. Dopo aver visto il borgo dall’alto, questi elementi cambiano significato: la parte più interessante è confrontare il profilo compatto visto dai colli con gli spazi stretti percorsi a piedi.

Fermati soprattutto nei punti in cui la roccia sembra entrare nell’abitato. È lì che la visita smette di essere soltanto “un bel borgo medievale” e diventa una lettura del territorio.

Un itinerario semplice senza inseguire tutto

Se hai poche ore, usa Piazza Marconi come base, percorri con calma la Via degli Asini e scegli poi uno o due dei tre rilievi. Se hai più tempo puoi aggiungere il Museo Geologico del Monticino o spostarti verso il Parco della Vena del Gesso. Orari e aperture dei singoli monumenti vanno controllati sulle fonti ufficiali in prossimità della visita.

Brisighella funziona perché in pochi passi mette insieme lavoro, architettura e geologia: una strada per gli asini, case costruite sulla collina e monumenti appoggiati su pinnacoli di gesso.

Fonte: Emilia-Romagna Turismo, Brisighella.

Foto: Frenky9659 / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0. Immagine ridimensionata e convertita in WebP.

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